Rifondazione Comunista si esprime sulla metrotranvia Milano – Desio – Seregno: “Un tram chiamato desiderio. Un’odissea infinita dal 1999; è tempo di completare l’opera fino a Seregno”.
Critiche al ministro Salvini
Il partito evidenzia le difficoltà della metrotranvia, considerata un’infrastruttura strategica per il territorio, descritta come “un’odissea infinita”. Rifondazione Comunista accusa le istituzioni centrali e regionali: “Il trasporto pubblico locale non è, purtroppo, tra le priorità del Governo Meloni, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti guidato da Matteo Salvini e della Regione Lombardia”. Critiche anche sulla gestione dei lavori lungo i 14,3 chilometri della linea, dove si segnalano numerosi micro cantieri incompiuti e un deposito tranviario tra Desio e Seregno in stato precario, che provocano disagi ai residenti. Questi problemi sono interpretati come “il risultato di una strategia dell’impresa vincitrice per ottenere il massimo potere contrattuale nei confronti della Città Metropolitana”.
Aumento dei costi dell’opera
I ritardi e la richiesta di un adeguamento dei costi di 120 milioni di euro gravano sul futuro dell’infrastruttura. Rifondazione Comunista spiega che le difficoltà economiche della Cmc, l’impresa aggiudicatrice dell’appalto, insieme ai tempi burocratici per la cessione del ramo d’azienda alla nuova società Alpha General Contractor, hanno esposto l’opera all’inflazione. I ritardi si sono concentrati nel biennio 2022-2023, periodo di forte inflazione e aumento dei prezzi dei materiali. Inoltre, il partito respinge ogni proposta di compromesso, come l’idea di fermare la linea a Calderara o Nova Milanese: “Sarebbe un favore inaccettabile alla Destra, che ha sempre osteggiato il progetto”.
Una farsa politica
Infine, l’attacco si rivolge a Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega: “Assistiamo a una vera e propria farsa. La Destra locale si lamenta dei disagi, ma nasconde le cause reali, che derivano dalle politiche sui trasporti del Governo e della Regione. C’è una grave incapacità, se non una precisa non-volontà, da parte del ministro Salvini di intervenire: si preferisce sperperare ingenti risorse per il ponte sullo Stretto di Messina e per la Pedemontana, piuttosto che finanziare opere realmente necessarie per i cittadini e i pendolari”. Il messaggio conclusivo è chiaro: “Basta ritardi. La metrotranvia va completata”.