Nei giorni scorsi, la chiesa parrocchiale Beata Vergine Addolorata al Lazzaretto ha accolto un pubblico numeroso per il 60esimo anniversario di fondazione del coro Il Rifugio – Città di Seregno.
Rassegna di cori alpini al Lazzaretto
In occasione di questo importante traguardo, è stata organizzata una rassegna speciale di cori alpini. Hanno partecipato i cori Ana della Brianza: Lo Chalet di Arcore, diretto da Silvia Manzoni, La Baita di Carate Brianza con il maestro Mauro Villa Verga, i Rododendri di Casatenovo sotto la direzione di Luca Panettiere e, naturalmente, Il Rifugio, diretto da Fabio Triulzi. Ogni coro ha eseguito cinque brani, seguiti da un pezzo a testa eseguito da tutti i cori insieme al termine delle esibizioni.
Il coro Il Rifugio: un cammino di 60 anni
Durante la serata, il presidente de Il Rifugio, Sergio Molteni, ha donato una litografia commemorativa ai maestri dei cori partecipanti. L’evento ha rappresentato una celebrazione di musica, tradizione, memoria e amicizia, sottolineando il valore culturale e spirituale del canto alpino, simbolo di fratellanza, sacrificio e amore per le proprie radici. Alla manifestazione era presente una delegazione degli Alpini di Monza e delle località vicine. Le autorità comunali, tra cui il vice sindaco Willian Viganò e l’assessore alle Attività produttive Elena Galbiati, hanno espresso il loro apprezzamento per l’iniziativa, evidenziando l’importante servizio che il coro svolge da sei decenni, riconosciuto anche all’estero con quattro tournée in Cecoslovacchia e una quinta nella Repubblica Ceca.
Le origini del coro con don Giovanni Ferrè
Don Michele Somaschini, vicario parrocchiale del Lazzaretto, ha elogiato l’intensa e crescente attività del coro nel corso degli anni, ricordando che i suoi inizi risalgono ai locali sottostanti la chiesa. Come ricordato da un rappresentante del locale gruppo Alpini, Il Rifugio è nato nell’ottobre 1966, sotto la guida dell’allora parroco don Giovanni Ferrè. Il primo maestro è stato Ambrogio Colciago, seguito l’anno successivo da Oreste Tagliabue, e in seguito da Tarcisio Noseda, Giovanni Barzaghi e nuovamente Tagliabue.