Questa mattina, al Bosco delle querce di Seveso, si è tenuta la cerimonia per commemorare il cinquantesimo anniversario dell’incidente della Icmesa e la tragedia legata alla diossina, con la partecipazione del capo dello Stato, Sergio Mattarella, accolto dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana.
Seveso: un percorso di rinascita e resilienza
“Il 10 luglio 1976 – ha dichiarato il presidente Fontana – non è solo una data che segna la memoria della Lombardia, ma ha avuto un impatto sulla storia dell’intero Paese e dell’Europa. Fu un evento drammatico che ha profondamente influenzato la vita quotidiana, la salute delle comunità e l’ambiente, ridefinendo il rapporto tra cittadini e istituzioni. Seveso ci ha insegnato che l’ambiente è parte integrante della vita delle persone. È la nostra casa comune, dove si sviluppano relazioni, lavoro e futuro. Proteggere l’ambiente significa proteggere i cittadini; implica riconoscere che il benessere umano è strettamente legato al contesto naturale e sociale”.
Un nuovo approccio alla prevenzione
Fontana ha evidenziato come la tragedia del 1976 abbia portato a un cambiamento significativo nell’approccio alla prevenzione dei grandi rischi industriali in Italia e in Europa. Ha sottolineato il ruolo cruciale della Regione Lombardia nella gestione dell’emergenza, dalla bonifica ambientale alla creazione di un nuovo modello istituzionale e organizzativo. La Lombardia ha ancora una volta dimostrato di saper affrontare le difficoltà con competenza e determinazione.
“Rinnovare il legame tra istituzioni e cittadini”
“Questa esperienza – ha aggiunto Fontana – ha portato alla storica direttiva europea del 1982, nota come ‘Direttiva Seveso’. Questo è stato un passo fondamentale: la cultura della sicurezza ha iniziato a basarsi sulla pianificazione, sull’informazione alla popolazione e su controlli rigorosi, promuovendo la collaborazione tra istituzioni. Dobbiamo continuare a costruire modelli di sviluppo che guardino al futuro, perché ogni decisione presa oggi influisce sulla qualità della vita di domani. Commemorare significa rinnovare il legame tra istituzioni e cittadini, tra produzione e cura del territorio, tra memoria e futuro. Un legame con radici solide nel passato e proiettato verso gli anni futuri”.
Verso un futuro più sicuro e sostenibile
Il Governatore della Lombardia ha dedicato un pensiero particolare a coloro che, nei giorni drammatici del 1976 e negli anni successivi, hanno lavorato instancabilmente per assistere la popolazione, comprendere le conseguenze dell’incidente e mettere in sicurezza il territorio. “Che questo anniversario – ha concluso Fontana – sia un momento di riflessione, ma anche una testimonianza di come, dalla risposta unita di un territorio e da una responsabilità condivisa, possa rinascere un futuro più sicuro e sostenibile. Grazie a tutti per quanto è stato fatto: la Lombardia vi sarà sempre grata”.