Nell’appartamento di via Friuli, al Villaggio Snia, ogni oggetto parla di Giorgia Rota. Le fotografie che decorano le pareti e i ricordi dei suoi viaggi sparsi tra scaffali e cassetti raccontano la sua vita. Mamma Patrizia tiene in mano una foto, la osserva con amore e con gli occhi lucidi: “Per me è come se fosse in viaggio. Prima o poi tornerà a casa. Magari”.
Giorgia presente nei viaggi degli amici
In un certo senso, Giorgia continua a vivere. A 29 anni, è stata travolta e uccisa da una valanga in Svizzera, sull’Alphubel, nel Canton Vallese, il 17 maggio dello scorso anno. Una data che ha segnato profondamente la vita della sua famiglia e dei suoi amici, ma non ha spezzato il significato che lei aveva dato alla propria esistenza. I suoi amici la portano con loro nei loro viaggi attraverso piccoli gesti, come attaccare adesivi con una sua fotografia: Giorgia sorridente in montagna, accompagnata dalla promessa “Per sempre” e un QR code che rimanda al suo profilo Instagram, “giorgiafacose”.

Ogni adesivo rappresenta un frammento di memoria e un modo per dimostrare che Giorgia vive nei passi di chi l’ha amata. L’idea, realizzata dal suo amico Lorenzo, ha raggiunto anche luoghi lontani, come ai piedi dell’Himalaya, con la dedica: “Osservaci dalla vetta più alta”. Sono stati stampati cento adesivi, ognuno un ricordo vivente di Giorgia.
Inaugurata una via ferrata in suo onore
Lo scorso ottobre, in Val Camonica, è stata inaugurata una via ferrata a suo nome. Sulla targa commemorativa, gli amici hanno appeso un piccolo capibara in gomma. “Giorgia sognava di vedere i capibara dal vivo, in Brasile. Doveva andarci la scorsa estate: aveva già preso il biglietto per agosto”, raccontano mamma Patrizia e papà Angelo. Prima della sua morte, non sapevano nemmeno come fosse questo grande roditore. “Ci siamo ritrovati un pupazzetto sulla bara bianca, in camera ardente, messo dalla moglie di un suo caro amico”, ricordano. Da quel momento, quel piccolo animale ha fatto parte della loro vita, e qualche mese fa sono andati a vederli in un parco di Cecina, dove si trovano oltre 130 specie. “È stato molto emozionante – dicono – Giorgia amava la natura e gli animali. Ogni viaggio era un’occasione per scoprirne di nuovi”.

Giorgia viveva con curiosità e una voglia instancabile di esplorare. Il suo profilo Instagram, “giorgiafacose”, riflette bene questo spirito. Era una persona piena di vita, come dimostra il mappamondo di papà Angelo, con una puntina per ogni luogo visitato dalla figlia, dall’Islanda alla Cina, dove ha visitato un centro di recupero dei panda. Giorgia era anche un’atleta appassionata: crossfit, Spartan Race — in una gara sulle Dolomiti si era classificata prima nella sua categoria — immersioni subacquee e scalate. Ogni attività era una sfida e un modo per sentirsi viva. “Non smetterò mai di emozionarmi davanti alla potenza della natura”, scriveva lei sui social accanto a panorami mozzafiato. “Non era mica a posto, la nostra Giorgia – dice mamma Patrizia con un sorriso che si incrina mentre cerca di trattenere le lacrime – E a noi manca moltissimo”.
Ricordando Giorgia con una Messa
Giorgia sapeva dei rischi delle sue avventure. Con lucidità, aveva lasciato detto ai suoi cari: “Se dovesse succedermi qualcosa, piangete, ok, ma poi ridete e scherzate”. “Stiamo cercando di fare come voleva lei, viviamo onorando il suo modo di stare al mondo – raccontano i genitori – Non è facile, anzi, è difficilissimo. Ma ci stiamo provando. Quando i suoi amici ci mandano la foto di una farfalla a 3.500 metri o di un’aquila sopra le loro teste durante una scalata, ci piace pensare che sia lei a camminare accanto a noi, invisibile ma presente”, affermano Patrizia e Angelo. Giorgia sarà ricordata anche con una Messa che si celebrerà alle 17.30 di sabato 16 maggio nella chiesa dei santi Ambrogio e Carlo al Villaggio Snia.