Nel cimitero di Cassina Savina, un quartiere di Cesano Maderno, è stata inaugurata una lapide in onore di don Enrico Baramani (1938 – 2025), parroco di San Bernardo per 29 anni, dal 1976 al 2005.
Inaugurazione della lapide
La lapide, che riporta la dedica “A ricordo della generosa dedizione e dell’amore di padre”, è stata proposta da alcuni parrocchiani con il supporto dell’assessora Donatella Migliorino. L’installazione è stata effettuata dall’Amministrazione comunale e dalla sua partecipata, Assp. L’evento si è svolto domenica 12 luglio e la benedizione è stata officiata da don Alfredo Cermenati, referente della parrocchia di San Bernardo, alla presenza di numerosi cittadini. Tra i partecipanti, anche la sorella di don Enrico, Santina, che ha condiviso con lui la vita sacerdotale e ha ricevuto affetto e sostegno da chi le era vicino.
Riflessioni sulla memoria e il futuro
Don Alfredo Cermenati ha sottolineato il significato della lapide, affermando: “Affidare a una lapide la memoria vuol dire anche guardare al futuro e riconoscere la nostra responsabilità nel trasmettere alle future generazioni la storia della nostra comunità cristiana e civile”. Don Enrico è arrivato a Cassina Savina il 29 giugno 1976, pochi giorni prima del disastro dell’Icmesa di Meda. “Il disastro diossina è stata la prima grande sfida da affrontare, e don Enrico ha accompagnato la comunità in un periodo di grande incertezza”, ha ricordato don Alfredo.
Umile e laborioso, don Enrico ha lasciato un’impronta duratura a Cassina Savina. Tra le sue opere, la costruzione dell’oratorio Paolo VI e il completamento dei lavori in chiesa, oltre a numerose iniziative tra cui la storica Marcia delle viole. Ha anche fortemente sostenuto la creazione de “Il Fiore”, una cooperativa che ha realizzato villette e appartamenti in via Paolo VI per i giovani del quartiere.
Nella foto: il presidente di Assp, Claudio Migliorini, il sindaco Gianpiero Bocca, Santina Baramani e don Alfredo Cermenati