Festa per Dori Ghezzi

Dori Ghezzi riceve la cittadinanza onoraria a Lentate sul Seveso

Sabato sera nei Giardini di Villa Volta Sannazzaro, celebrazione per la cantante e il 70° anniversario dell'Avis comunale.

Dori Ghezzi riceve la cittadinanza onoraria a Lentate sul Seveso

Quaranta, poi sessanta, fino a settanta: nel 2026 l’Avis di Lentate sul Seveso festeggerà il suo settantesimo anniversario. Ma per Dori Ghezzi sono appena trascorsi ottanta anni dalla sua nascita, avvenuta proprio a Lentate sul Seveso, prima di calcare i palcoscenici di Sanremo, Eurovision e Canzonissima, e di vivere l’amore con Fabrizio De André.

Una celebrazione speciale per Dori Ghezzi e l’Avis

La serata di sabato 4 luglio, intitolata «E poi l’amore scoppiò», ha unito i festeggiamenti per la cantante e per i 70 anni dell’Avis in un’atmosfera di musica, ricordi e solidarietà. L’evento si è svolto nell’incantevole area spettacoli dei Giardini di Villa Volta-Sannazzaro, un vero e proprio teatro naturale. Durante la serata, Dori Ghezzi, simbolo della canzone italiana e «orgoglio cittadino», ha ricevuto la targa di cittadinanza onoraria dal sindaco Laura Ferrari. La festa è proseguita con le note classiche di De André e Bob Dylan, eseguite da artisti come Scarlet Rivera, Ellade Bandini e il musicista deandreiano “The Andre”, che ha reinterpretato i brani in chiave moderna.

“Lentate mi ha fatta crescere”

«Sono emozionata, non mi aspettavo questa onorificenza» ha dichiarato Ghezzi, visibilmente commossa mentre stringeva la targa. «Lentate mi ha fatta crescere. Oggi, tornando qui, ho incontrato molte persone, alcune delle quali andavano a scuola con me. Dopo tanto tempo, si ricordavano di me e io di loro. Qui è dove è iniziato tutto».

Ricordi di un’infanzia a Lentate

Dori Ghezzi condivide i suoi ricordi della «Corte del Valentino», dove è cresciuta:

«Mio zio Piero, il fratello di mia madre, suonava la chitarra e io cantavo spesso con lui. Un giorno, senza dirmelo, mi iscrisse a un provino, e così finii in Rai. Da lì in poi è stato un susseguirsi di successi. A otto anni vivevo ancora nella mia casa a Lentate, da dove vedevo il campanile della chiesa San Vito e una magnolia in fiore nel cortile. I girasoli mi ricordano sempre casa. Quando ero piccola, non sapevo che si chiamasse Lentate. Quando mia madre me lo diceva, rispondevo: “A letto!”»

Il destino le ha fatto incontrare Fabrizio, ma come racconta lei, «non ci siamo mai cercati, ci siamo visti solo due volte. Alla seconda, dopo cinque anni, abbiamo deciso di non aspettare oltre. Ci siamo sposati così in fretta che ci siamo dimenticati delle fedi. Ma non ne avevamo bisogno, perché ci eravamo già promessi con uno sguardo molto prima. Eravamo indispensabili l’uno per l’altra, nella vita e nella musica, fino alla sua morte e alla Fondazione a lui dedicata».

I 70 anni dell’Avis

La celebrazione dell’Avis, organizzata dal Comune, ha messo in evidenza un altro importante traguardo: i settant’anni della sezione comunale. Un anniversario che segna decenni di donazioni e impegno civico, un percorso che non è passato inosservato. Dopo questo evento iniziale, il gruppo di donatori è pronto a lanciare ulteriori iniziative a partire da settembre. Lo scorso giugno, il presidente Luca Colombo ha ricevuto una benemerenza civica dedicata al fondatore della sezione, Antonio Caimi.