Tra i Comuni beneficiari del bando “Beni confiscati 2026”, promosso da Regione Lombardia per il recupero e il riutilizzo sociale degli immobili sottratti alla criminalità organizzata, figura anche Cesano Maderno. La notizia è stata comunicata da Palazzo Lombardia.
Finanziamenti per il recupero di beni confiscati
In totale, 14 domande sono state ammesse al finanziamento, per un importo complessivo di oltre 1,8 milioni di euro. Queste risorse saranno destinate alla riqualificazione di beni confiscati situati in cinque province lombarde: Milano, Bergamo, Cremona, Monza e Brianza e Varese.
“Il recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata – ha affermato l’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile, Romano La Russa – rappresenta un segnale concreto di legalità e di presenza delle istituzioni sul territorio. Il finanziamento per il 2026 di oltre 1,8 milioni di euro sostiene gli enti locali e i soggetti impegnati nella riqualificazione di beni immobili che possono tornare a servizio delle comunità. Destinare questi spazi a finalità sociali e pubbliche significa trasformare simboli di illegalità in luoghi di partecipazione e coesione. È un impegno che vogliamo continuare a rafforzare, perché la cultura della legalità passa anche dalla capacità di restituire valore ai territori”.
Contributi per Cesano Maderno e altri comuni
Per la provincia di Monza e Brianza, Cesano Maderno ha ricevuto un contributo di 41.506,49 euro per la ristrutturazione di un appartamento in via Udine, al Villaggio Snia. Anche il Comune di Misinto è stato ammesso al finanziamento. Nella provincia di Milano, i contributi interesseranno Albairate, Cusago (con due interventi), Villa Cortese e Cisliano; in provincia di Bergamo il Comune di Berbenno; nel Cremonese il Comune di Palazzo Pignano, con quattro interventi finanziati; mentre in provincia di Varese i fondi saranno destinati ai Comuni di Castelseprio e Cardano al Campo.
L’obiettivo del bando è quello di supportare gli enti locali lombardi nel recupero degli immobili confiscati, restituendoli alla collettività e promuovendo, attraverso il loro riutilizzo, la cultura della legalità e della sicurezza.